PROGETTO LAVORO Consigli per l’ingresso nel mondo del lavoro Aprile 2019

PROGETTO LAVORO Consigli per l’ingresso nel mondo del lavoro Aprile 2019

Parte 1 – La ricerca

Come redigere un curriculum efficace

Il curriculum

Il curriculum è un’autocertificazione
scritta per illustrare il proprio percorso formativo e professionale. Esso
solitamente contiene una parte squisitamente informativa (nome, età, ecc…),
una dedicata alla formazione, una alle esperienze lavorative, ed altre sezioni
sulle skills tecniche e personali (ovvero le soft skills). Il curriculum vitae,
è il primo punto per convincere il futuro eventuale datore di lavoro che sei la
persona adatta a ricoprire quel ruolo.

Esistono in internet svariati esempi di
modelli precompilati o formati da compilare, che si riferiscono anche al
“CV nel formato europeo”.

È bene chiarire fin d’ora che non esiste
un modello perfetto, ogni situazione richiede la stesura di un documento ad
hoc; è fondamentale, dunque, informarsi e comprendere quali siano le competenze
ed il percorso richiesti per quel tipo di lavoro. Un banale esempio: se si è in
cerca di un lavoro come impiegato, si può evitare di scrivere che in passato si
è svolto il lavoro di cameriere (lavoro di per sè rispettabilissimo), cercando
piuttosto di far emergere esperienze significative più in linea con la
posizione per cui si concorre, quale (sempre ad esempio) un corso di lingua
straniera o la padronanza di determinati software utilizzati dal potenziale
datore di lavoro.

Un primo consiglio per un curriculum
vincente è l’aggiornamento costante, con l’inserimento delle ultime esperienze
formative o lavorative.

Un secondo consiglio è dato dalla
semplicità, la lettura del curriculum deve essere agevolata, bisogna prestare
particolare attenzione anche all’aspetto grafico ed alla formattazione del
testo che deve essere sempre ordinato. In particolare sarebbe bene:

  • rispettare l’ordine cronologico dei contenuti professionali e dei
    percorsi di formazione
  •   usare lo stesso carattere, evitando di scegliere alcuni molto
    stilizzati
  •   non superare le due pagine
  •   tenere un perfetto uso della grammatica.

Se il curriculum vitae è poco chiaro,
contiene errori, refusi o troppe informazioni confuse, può distogliere
dall’intenzione di contattare il candidato.

Al curriculum è opportuno allegare una
foto preferibilmente “formato tessera”, od in mancanza di essa, un primo piano
recente, con sfondo neutro. Sono certamente da scartare tutte le foto
artistiche o quelle in cui il volto non è visibile.

Un terzo consiglio è badare bene alla
completezza delle informazioni.

Queste informazioni non possono
assolutamente mancare:

  •            
    referenze
  •            
    formazione e titoli di studio
  •            
    nome del datore di lavoro
  •            
    durata delle esperienze lavorative
  •            
    ruolo ricoperto
  •            
    principali mansioni e responsabilità
  •            
    risultati ottenuti
  •            
    liberatoria in riferimento al GDPR privacy

Un quarto consiglio è non barare mai,
soprattutto su un documento verificabile come il curriculum. Oggi grazie ai
sistemi informatici, i social network (es. linkedin) od una semplice indagine,
è facile far emergere incongruenze o falsità.

Quinto consiglio provare a procedere ad
una autovalutazione ponendosi la seguente domanda: “Il curriculum evidenzia
chiaramente e rapidamente i miei punti di forza?”

È certamente utile rileggere quanto
redatto in due diversi tempi.

Primo momento: verifica della leggibilità

La forma deve essere funzionale al
contenuto e facilitare un accesso rapido all’informazione utile per chi esamina
la candidatura.

1. L’esaminatore può accedere rapidamente
all’informazione che gli interessa?

2. Quali informazioni emergono dal
curriculum: competenze, profilo, esperienza?

3. Il testo è di facile lettura?

4. Si distinguono bene le diverse parti
che compongono il curriculum?

5. Sono valorizzati i punti di forza con
un utilizzo corretto dello spazio e della grafica?

 Secondo momento: verifica del
contenuto

6. Quali sono i punti di forza, in
relazione all’offerta di lavoro, sono sufficientemente evidenziati?

7. Il curriculum sottolinea le competenze
affinché coincidano con le esigenze dell’offerta?

8. I risultati raggiunti con i lavori
svolti recentemente risultano evidenziati?

9. La scelta di presentazione (cronologica
o tematica) è quella che valorizza meglio i punti di forza?

Se il documento risponderà ai quesiti
sopra indicati si sarà redatto un soddisfacente curriculum.

IL COLLOQUIO DI LAVORO

Le note che seguono sono pensate per chi
dovrà affrontare un colloquio di lavoro per la ricerca del primo impiego, e
trascurano di conseguenza di occuparsi degli aspetti legati alle precedenti
esperienze lavorative.

Se cercate con Google “Colloquio di
lavoro” trovate una vasta e interessante scelta di siti che danno consigli su
come prepararsi ad affrontare un colloquio di lavoro.

Sono certamente utili, anche perché
generalmente prodotti da aziende di formazione e selezione del personale o da
consulenti del lavoro.

Vogliamo qui però aggiungere qualche
parola per aiutarvi a sviluppare una vostra strategia, non solo basata su
procedure consolidate.

Ricordatevi che probabilmente chi vi
esaminerà ha a sua volta consultato i suddetti siti.

Ecco quindi alcuni stimoli su come
prepararsi sulle probabili tematiche del colloquio.

CURRICULUM

(v. capitolo su questa guida – pag. 3)

Visto che l’intervistatore avrà davanti a
sé il vostro CV, e facilmente inizierà con una domanda sullo stesso, siate ben
sicuri di ricordarvi quanto avete scritto (ripassatelo la sera prima).

Cercate prima del colloquio di raccogliere
tutte le possibili informazioni sulla Società che vi intervisterà (dallo Studio
professionale alla grande azienda) per capire lo spirito con cui questa si
muove sul mercato (“la nostra mission”). Questo vi aiuterà a rispondere meglio
alla domanda: “per quale motivo si è rivolto alla nostra Società?”, cui
cercherete di rispondere per quanto possibile sottolineando la convergenza tra
la “mission” di detta Società e i vostri personali interessi.

Voi forse avete inviato un centinaio di CV
ad altrettanti indirizzi, sperando in una risposta positiva da qualunque parte
essa provenga, ma non è necessario dichiararlo.

Se alla voce “conoscenza lingue” avete
risposto ad esempio: inglese scolastico, ma siete interessati a migliorarne la
conoscenza, come raccomandiamo vivamente, precisate: mi sono iscritto a un
corso di inglese, o simile, per migliorare, e FATELO!

CULTURA GENERALE

Alcune volte l’intervistatore ha
particolari interessi socio/culturali e vi potrebbe chiedere: “Qual’è l’ultimo
libro che ha letto?”. In tal caso vi conviene prepararvi una risposta, magari,
se non lo fate da tempo, leggendovi in preparazione un breve libretto, anche
perché la domanda successiva potrebbe essere: “Che cosa ne pensa?”.

MOTIVAZIONE

Il discorso, trattandosi di primo impiego,
è abbastanza ovvio, ma riteniamo sia importante sottolineare che in ultima
sintesi quello che vi proponete è di imparare a far BENE un mestiere,
acquisendo competenze, il che si traduce in “professionalità”.

La mancanza di professionalità è oggi
purtroppo un fattore di mancato sviluppo personale e collettivo che penalizza
molti dei nostri ambienti.

PREGI E DIFETTI

A voi la scelta!

Attenzione, è chiaro che oggi ogni azienda
valorizza il lavoro in team, ma se voi al capitolo “pregi” rispondete: “mi
piace lavorare in team” dimostrate di avere letto il capitolo domande/risposte
di una guida al colloquio, anche perché probabilmente non vi è mai capitato di
lavorare in team.

Trovate quindi una caratteristica positiva
che soddisfi tale esigenza aziendale con altre parole, ad esempio: “ho facilità
di rapporti con le altre persone” oppure “mi piace rendermi utile agli altri”.

Analogamente trovate un difetto “innocuo”,
che non suoni come “non ascolto quello che mi dicono gli altri” oppure “sono
piuttosto testardo”, che cancella qualsiasi sintomo di flessibilità (altra
caratteristica altamente ricercata).

… LE FAREMO SAPERE

Ora tirate un bel respiro, come facevate
prima degli esami, ed affrontate il vostro colloquio rilassati, pensando che
forse voi siete nella media, ma che anche i lavori offerti non richiedono Fermi
o Einstein.

La vostra spontaneità vi farà vincere…
prima o poi.

“… le faremo sapere” non è di per sé una
risposta negativa. Nessuno vi butterà le braccia al collo al primo colloquio,
ma vorrà del tempo per valutare i diversi candidati.

E se anche la risposta fosse poi negativa,
proseguite con lo stesso entusiasmo, non mollate!

La tenacia è anche una delle
caratteristiche necessarie per riuscire, nel lavoro come nella vita.

Cosa (non) fare durante il periodo di
prova

Il periodo di prova, è un periodo di
lavoro definito nella durata dal Contratto Nazionale di riferimento applicato
dal datore di lavoro, che ha inizio con la regolare assunzione. Il patto di
prova deve risultare nella lettera di assunzione.

La sua funzione è quella di verificare la
capacità professionale del lavoratore e la sua idoneità alle mansioni che dovrà
svolgere.

È però possibile che datore di lavoro e
lavoratore si accordino perché l’assunzione sia immediatamente definitiva, con
esonero del lavoratore dall’obbligo del periodo di prova. Le parti, inoltre,
possono concordare un periodo più breve di quello indicato dal CCNL. Non è
previsto che il periodo di prova possa superare i limiti previsti nel CCNL di
settore, nè che possa essere prorogato.

Nel corso del periodo di prova l’azienda
può licenziare il lavoratore in qualsiasi momento senza obbligo di motivare il
licenziamento; parimenti, il dipendente, può dimettersi in qualsiasi momento
(salvo diverse disposizioni previste dal CCNL), senza obbligo di preavviso e/o
motivazione. In questo caso il lavoratore dovrà far convalidare le dimissioni
presso il Centro per l’impiego competente per territorio.

Capito di cosa si tratta, è necessario
sapere anche come gestire il periodo di prova. Durante questo periodo si decide
del tuo futuro lavorativo. Ecco allora qualche consiglio su come affrontarlo.

Durante il periodo di prova lavora al
massimo delle tue potenzialità, dimostrando voglia di fare e determinazione. Il
datore di lavoro sarà felice di vederti reattivo e propositivo. Cerca di non
assentarti dal lavoro, salvo gravissimi problemi, non chiedere quante
Ferie/ROL/Ex Festività… disponi e quando potrai goderle, sii sempre puntuale.

Non avere comportamenti che potrebbero far
pensare che non sei interessato al lavoro.

Impara subito i nomi e le mansioni di chi
lavora con te, chiedi copia dell’organigramma del tuo ufficio al tuo
responsabile gerarchico o all’ufficio del personale, così potrai chiedere aiuti
o consigli alle persone giuste. Se hai dubbi, chiedi, ma non porre domande di
cui potresti avere facilmente la risposta usando la normale diligenza, tieni
ordinata e pulita la tua postazione lavorativa. Ricorda di avere ottimi
rapporti con i colleghi ma anche, che non sono i tuoi amici, sii sempre
riservato e discreto. Abbi spirito di squadra, mostrati disponibile e
servizievole se qualcuno ti chiede aiuto. Si presenterà sicuramente l’occasione
in cui la tua cortesia sarà ricambiata.

Prima di prendere servizio chiedi copia
della policy aziendale e del regolamento, motivando la richiesta con la volontà
di studio delle stesse. Normalmente, sia che si tratti di un lavoro
impiegatizio od operaio, c’è sempre un giusto dress code e quindi, nel silenzio
della policy aziendale è sempre bene presentarsi in abito e cravatta per gli
uomini, evita di essere eccentrico nei colori o negli accessori, per le donne
evitare minigonne od abiti eccessivamente succinti, non siete ad una sfilata di
moda.

Conoscere la storia del proprio datore di
lavoro e la categoria di merci/servizi che tratta è del tutto fondamentale,
indipendentemente dalla propria funzione in azienda.

Ricorda di crearti, su base giornaliera e
settimanale, una lista di attività e di priorità e concordarla con il tuo
superiore gerarchico, per capire se sono in linea con le sue aspettative e con
le esigenze della organizzazione.

Questo vuol dire dimostrare sin da subito
di avere un atteggiamento proattivo e non di aspettare, in una logica passiva e
di attesa, che qualcuno ti dica cosa fare. Ricordati anche di mantenere il
superiore gerarchico costantemente informato sulle tue attività, puoi farlo, ad
esempio, scrivendo una mail riepilogativa, o chiedendo un veloce (!) incontro.

Dimostra sin da subito flessibilità,
pazienza e capacità di adattamento, fermati oltre il normale orario di lavoro
se necessario, e se non confliggente con la policy aziendale, ma non fare le
“ore piccole” potrebbe essere letto come un sintomo di lentezza. Ricordati,
anche, di non fare confronti con le tue aspettative o con lavori precedenti,
non è questo il momento giusto per svelare aspetti organizzativi migliorativi.
Se sei stato chiamato a portare dei cambiamenti, è sempre importante fare nuove
proposte in maniera costruttiva, scegliendo il momento ed il contesto giusto,
dopo avere capito davvero il funzionamento di quella organizzazione e perché
sono state fatte alcune scelte del passato. Il tutto, possibilmente, senza
emettere giudizi sul passato.

Sembrerà una banalità, ma assolutamente,
in orario di lavoro bisogna tenere spento il proprio cellulare personale, non
effettuare o ricevere telefonate e mail che non siano pertinenti l’attività
lavorativa. Concentrati sul lavoro, lasciando fuori dall’ufficio problemi,
desideri e quant’altro che possano influire sulla tua performance. A nulla
importa la diversa consuetudine dei nuovi colleghi, sei assiduo fumatore o
bevitore di caffè? Se non invitato ad una pausa dal superiore gerarchico non
prendere iniziative.

Nel caso in cui si commettano degli errori è meglio dichiararli subito, invece di provare a nasconderli, negarli o cercare di risolverli da soli. Gli errori, soprattutto nelle prime fasi, sono inevitabili, ma è importante gestirli con spirito costruttivo, onesto e cercando di capire quali apprendimenti possono generare per il futuro. Ricordati che gli strumenti di lavoro, PC, internet, mail, cellulare che l’azienda ti ha fornito sono di sua proprietà e sono stati messi a tua disposizione per svolgere il tuo lavoro
quotidiano in azienda. Ne è quindi vietato un uso personale, non dimenticarlo;
un uso improprio può essere sanzionato dal datore di lavoro.

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